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Facciamo scorta di “Felicità”

Le persone felici le riconosci subito. Andando per esclusione si riesce sempre ad individuare, chi di quello stato, di sano diletto, ne fa un vanto solo per scopo dimostrativo, o per effetto scaramantico.

Non sono i colori o gli orpelli a generare indice di letizia e gaiezza. Tali indicazioni potrebbero contenere una semplice essenza surrogata di autostima. Quella comune attitudine a manifestare il proprio giro di ruota con suppellettili e varie, quando invece la felicità è tutt’altra cosa.

La felicità la si avverte ad ogni suo passaggio. Non l’annusi ma la percepisci. Senti che qualcosa ti sta attraversando. Intuisci che una strana forza ti sta investendo come quell’ira funesta, parafrasi di alcuni versi dell’Iliade, che colse il Pelide Achille. Ma quella è tutta un’altra storia, e non era neanche felicità, ma solo ira.

Felici non si nasce, ma ci si riscopre a momenti. Spesso dura a tratti e qualche volta, con semplici accorgimenti, la si riesce a mantenere, anche ad alte temperature. Eppure non ci vuole molto per accaparrarsi un momento di felicità. Noi dobbiamo vivere di ciò che sappiamo fare. Ma è anche vero che non tutti hanno accesso al pozzo dei desideri. Comunque sia, è consigliabile non dare mai cenno di pietosa rassegnazione. Ognuno di noi è dotato di quello strano effetto che secondo il quale, ogni persona ha il potere di scegliere da se gli scopi del proprio agire e pensare, senza farsi influenzare da nessuno. Alcuni lo chiamano “Libero Arbitrio” io l’ho semplicemente chiamata: “Felicità”.

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